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Cessione del quinto neoassunti

La cessione del quinto dello stipendio è un prestito personale estremamente diffuso in tutta Italia e permette di ricevere un prestito di diversa entità rimborsabile in automatico e mensilmente direttamente dalla busta paga. Le rate sono di massimo ⅕ dello stipendio, con tassi fissi sempre.


Infatti, a differenza dei comuni prestiti personali è una soluzione molto vantaggiosa, che non richiede grosse garanzie ed è indirizzata ai dipendenti del settore pubblico e privato. Per i dipendenti con tanti anni di servizio ottenere la cessione del quinto è molto semplice. Il problema sorge quando la cessione del quinto è richiesta dai neoassunti.

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Infatti per richiedere la cessione del quinto, e soprattutto ottenere con certezza la cifra desiderata è indispensabile possedere:

 

  • una busta paga
  • un minimo di anni (o mesi) di servizio, variabile a seconda del settore, se pubblico o privato e nel caso di aziende la grandezza e solidità dell’azienda.
  • età minima di 18 anni
  • un contratto preferibilmente a tempo indeterminato, sebbene molte banche accettano anche il determinato

 

Queste garanzie assicurano alle banche la certezza del rimborso del prestito nel corso degli anni. 

Chiaramente un giovane neoassunto non possiede anni di servizio, di conseguenza, il nuovo lavoratore non è in grado di fornire le garanzie richieste, trovandosi così ad essere escluso dal credito a consumo. Anche il TFR che in certi casi fungerebbe da garanzia, viene meno, poiché il neoassunto non ha avuto la possibilità di maturarlo col tempo.

 

Alcune banche però potrebbero accettare la richiesta di prestito dei neoassunti, ponendo loro delle restrizioni.

 

Ad esempio, le condizioni poste da molte banche per la cessione del quinto ai neoassunti sono:

  • importo massimo erogabile: generalmente la soglia massima che la banca può elargire ad un neoassunto è di massimo 15.000 euro. 
  • gli istituti di credito possono richiedere il superamento del periodo di prova prima di elargire la somma, e un periodo di tempo di sei mesi o più per maturare un minimo di TFR.
  • il periodo di rimborso del prestito generalmente non supera i 5 anni, proprio per mancanza di garanzie a lungo termine offerte dal neoassunto

 

Inoltre, bisogna tenere in considerazione la tipologia di impiego, in quanto le banche hanno più riguardi nei confronti dei contratti a tempo indeterminato nel pubblico. Naturalmente molti istituti di credito elargiscono il prestito anche con contratti a tempo determinato, assicurandosi però che il piano di ammortamento non vada oltre la fine del contratto.

Il TFR non è una garanzia indispensabile per richiedere la cessione del quinto. Piuttosto che parlare di TFR minimo per la cessione del quinto bisognerebbe parlare di anzianità di servizio. Generalmente gli istituti di credito trovano utile il TFR nel caso di situazioni economiche precarie del richiedente. Infatti le garanzie maggiori per le banche sono:

 

  • la busta paga
  • la stabilità del posto di lavoro
  • un contratto di lavoro a tempo indeterminato 

Gli anni di servizio e quindi il TFR fungerebbe da garanzia, per alcune banche, solo in assenza delle altre.

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Infatti per un giovane lavoratore il TFR  maturato potrebbe rivelarsi una buona garanzia, quando il contratto di lavoro è precario.

Generalmente per i lavoratori neoassunti in azienda con contratto a tempo indeterminato, il TFR minimo per la cessione del quinto è quello che si matura con un’anzianità di servizio di minimo 6 mesi o variabile fino a 24 mesi se l’azienda in cui presta lavoro è di dimensioni ridotte. Per i dipendenti statali e pubblici la cessione del quinto può essere concessa invece con un’anzianità di servizio di soli 3 mesi.

 

La situazione quindi è molto variabile e dipende dalla posizione lavorativa del richiedente.

 

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Cessione del quinto per neoassunti: a chi rivolgersi

La situazione per i neoassunti, parlando di cessione del quinto e a chi rivolgersi  lascia spazio a tanti dubbi. Questo perché i neoassunti, per molte banche, non presentano ancora le garanzie sufficienti per richiedere un prestito e per rassicurarle quindi sul rimborso futuro della cifra.

 

Fortunatamente ogni caso è a sé stante, e quando le banche valutano la possibilità di un rimborso tengono conto di molteplici fattori, come per esempio la stabilità del posto di lavoro, il superamento del periodo di prova e i minimi mesi di servizio.

 

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